Stesso cancello, 8 anni dopo… Non fu facile nemmeno il primo giorno: insieme con i miei decidemmo per una scelta educativa forte: andare alle medie a Corbetta, invece che a Rosate, dietro casa. E per un ragazzino, più tondo che paffuto, non era un passo facile, ma diede i suoi frutti: furono tanti i valori (scelta educativa: √) che da lì mi sono portato dietro nella mia (poca) esperienza di vita, a soprattutto le persone che incontrai: due su tutte: la egregia professoressa di italiano, LA Balzarotti, e (non è una sviolinata, per ora sono fuori lo stesso 😉 ), il professor Marco Antonini, che ora meglio conosciamo come il COACH.

Certo, chi poteva immaginare che le nostre strade si sarebbero rincontrate così?

Proprio questo scherzo del destino ha aperto le porte a questa domanda del coach/prof: “Paolino, verresti a parlare a scuola?” “Certo coach, ma di cosa?” “Di te, di cultura sportiva e di scuola” “Ok…”.

Dicevamo: entro, parcheggio, arriva il coach (prof. in questa sede). Tempo di un caffè e si va in classe: presentandomi il prof spiega il perché della mia presenza lì: essendo un ex-studente, ed ex nemmeno da molto, il prof. ha pensato che fare quattro chiacchiere con me, che sono poco più di ciò che sono ora questi ragazzini di 11-12 anni, avrebbe fatto maggior presa che una testimonianza di qualche professionista, sportivo o lavorativo, anche per un fatto di età e di esperienza: dopotutto, cos’ho fatto io in più di loro fin ora, oltre alle superiori 😉 ?

Il titolo del lavoro che il prof sta facendo coi ragazzi, coadiuvato dalla prof. Balzarotti, è il titolo di questo stesso articolo… e quanto è vero! Almeno secondo me…

Quando ho iniziato a parlare non ho potuto esimermi dal portare un po’ della mia esperienza tra quelle mura, cercando di non dare delle massime d’esperienza, che non ho, ma più cercando di chiacchierare sullo stesso livello. Per prima cosa però ho portato ciò che ho appreso io: diciamocelo, non è sempre facile capire come una lezione di storia o di letteratura italiana possa passare nello sport, ma anche come ciò che impariamo in palestra e in campo possa passare sui banchi.

E invece…

In questa sede riporto 4 valori di cui ho parlato: disciplina, rispetto, fiducia, miglioramento.

Mi ha colpito molto il fatto che, quando siamo entrati in classe, i ragazzi si sono alzati tutti, e la prima domanda è stata subito: “Chi è lei?”. Passati al più consono tu, ho ricordato questo dettaglio, e l’ho messo in relazione con la mia prima allenatrice: grande ex giocatrice, che tanto mi ha insegnato sulla disciplina in campo, che vuol dire sia “sapere dove sei e cosa fai”, sia come comportarsi: cosa fondamentale anche a scuola e che anche la scuola insegna: ho calcato la mano sull’organizzarsi lo studio: DICIAMO BASTA AGLI ALLENAMENTI SALTATI PER LE VERIFICHE (questi sì che sono slogan).

Direttamente collegato con la disciplina, ho detto loro, c’è il rispetto: rispetto che hanno dimostrato con la loro disciplina verso i professori, rispetto che lo sport stesso necessita perché il suo vero significato si realizzi: dal francese “deportes”, “divertimento”. Il rispetto è la base delle relazioni, che la scuola come lo sport ci invitano, quasi ci obbligano, in positivo, ad avere: il rispetto verso gli avversari, mai nemici, ma compagni di gioco senza i quali non si potrebbe giocare, e con i quali si COM-PETE (dal latino, “si punta in alto assieme”… off-topic: la passione per l’etimologia è tutta “colpa” della prof. Balzarotti), e poi verso i fantomatici “grigi”, in generale gli arbitri, che nonostante tutto sempre dobbiamo rispettare, perché ci permettono di giocare secondo i valori veri dello sport. Per ricevere rispetto, io credo fermamente, bisogna darlo, e questo, come dicevo, me lo ha insegnato e dimostrato lo sport, la cultura sportiva che ho cercato sempre di portarmi dietro. E con il tempo, crescendo ho imparato che anche a scuola, dove abbiamo sempre pensato di essere, noi studenti, su un gradino inferiore rispetto ai professori, ciò non era vero: il loro impegnarsi per farci fare cose, per prepararle e sottoporcele in modo comprensibile, ecco, questo era ed è il lor modo di mostrarci grande rispetto.

Già solo dai primi due valori, si può ben vedere, è forte il collegamento fra cultura sportiva e formazione culturale, e ciò prosegue ancora, perché dove c’è rispetto ci può essere fiducia: non è un automatismo, perché la fiducia va guadagnata, con impegno, serietà (a scuola) e professionalità (nello sport). Ma se è vero come è vero che la fiducia va guadagnata, è vero anche che ognuno di noi, nello svolgersi della sua microstoria, ha la fortuna di incontrare delle persone che credono in ciascuno di noi, e che sono disposti a darci fiducia, se ci dimostriamo degni, o meglio, pronti a riceverla. Penso proprio all’allenatore saggio, che con i suoi atteggiamenti e le sue scelte allena molto più che tecnica e tattica, allena anime, cercando di far crescere caratterialmente e moralmente ciascuno di noi (ok, questa è una sviolinata). Ma poi c’è il prof.: ragazzi, ridiamo e scherziamo, incavoliamoci pure, ci hanno sempre massacrato di roba da fare. Ma ora l’università, che è molto meno personale nei rapporti, mi ha insegnato che ciò che quei professori facevano a me e fanno e danno da fare ai ragazzi che ho incontrato, è solo soltanto ciò che essi ritengono, sulla fiducia, i loro ragazzi possano fare. Certo, questo non ci farà mai vedere una verifica o un’interrogazione come un gesto di fiducia incondizionata, ma è l’unica spiegazione: sarebbe da pazzi altrimenti fare tutti quei collegi docenti, quelle riunioni di programmazione ecc… per poi essere solo dei sadici robot sputa-verifiche.

Mostrando poi la maglia degli Squids, che mostro, da ultimo arrivato o quasi, con estremo orgoglio, non ho potuto fare a meno di pensare al Cap che grida 1,2,3 e noi MIGLIORARE!!! Cos’è la cultura in generale, se non miglioramento dell’umano? Cos’è la cultura sportiva, se non un insieme di comportamenti e regole di vita comune culturalmente altissimi? Su questo punto mi sono poi soffermato. E anche loro: MIGLIORARE è il motto della prima media, così come AZIONE è quello della seconda e RESPONSABILITÀ è quello della 3a. Ho sempre pensato che tutto quello che faccio mi deve lasciare qualcosa, altrimenti tanto vale fare altro. Ho avuto la fortuna di incontrare tante persone sin dalle elementari, sin dai pulcini, fino ad ora, che mi hanno aiutato a migliorarmi, lasciandomi qualcosa. Non sempre magari di buono, ma sicuramente di istruttivo. E questo ovviamente è il ruolo dell’ISTRUZIONE no? Ma anche dello sport. “Lo sport è maestro di vita”, si dice spesso, e a me piacciono molto le parole che dice Samuel L. Jackson in Coach Carter: “Se ascolterete e imparerete, vincerete partite di basket e signori, vincere qui dentro è la chiave per vincere là fuori!”. E non è solo una questione di vincere. Ma di imparare. DA e CON sport e scuola. Che per altro io coniugo ancora. Giurisprudenza non è semplice è vero, né lo è coniugare le due cose: studio e attività semiprofessionistica, ma è la mia strada, il mio essere “work in progress”, così come ciascuno di quei ragazzini lo è. Un disegno, ancora tutto da disegnare. Ecco perché questo è e per loro sarà un lavoro in 2 step: prima io, poi… CHICCO RONDENA!! Infatti, anche lui ex alunno, andrà a parlare anche lui, certo portando un percorso diverso, quanto meno più avanti ☺. E tante volte è stato “tirato in mezzo”, confrontando la sua storia con la mia, e fatemelo dire, CHE BELLO! Pensateci a quanto può essere bello e importante per me avere un personaggio come Fede da guardare e da cui carpire ogni giorno!

Bene, a parte questo monologo che sembra infinito, vi assicuro, #Squidsfam, che non è stato così: ho avuto la fortuna di incontrare ragazzi curiosi, sportivi, faticosi (scolasticamente, cit. prof. Balzarotti), ma che danno, sia nello studio, che nello sport, soddisfazione. E ciò si è trasmesso nella nostra conversazione, fatta di tante storie, domande, curiosità, opinioni…

Ne riporto alcune: siamo passati da quanto ho di piede al come coniugo studio e sport, da storie di infortuni a storie di modelli da imitare (solo un Cristiano Ronaldo, sono contento), dal cosa facevo io alle medie a cosa è meglio praticare come sport (BASKET, o meglio, tutti quelli che potete, ma soprattutto il basket eh, secondo l’aneddoto del Coach). Una mattinata di scambi di idee che davvero mi porterò sempre nel cuore, fino alla prossima volta.

Saluti e tanto #Squidslove

Paolo #17